IL MONDIALE PIÙ PAZZO DEL MONDO: CHI ARRIVERÀ IN FONDO?

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IL MONDIALE PIÙ PAZZO DEL MONDO:
CHI ARRIVERÀ IN FONDO?

Qatar 2022. Un mondiale particolare sotto molti punti di vista. Giocare nel periodo invernale, nel bel mezzo dei campionati, sta portando a risultati inaspettati. Facciamo dunque un punto della situazione di tutto quello che è successo fino ad ora, analizzando i percorsi delle squadre alle porte dei quarti di finale, nei quali si sfideranno le migliori 8 compagini del mondo.


La Fase a gironi

 

Ogni mondiale racconta di sorprese, sconfitte, gioie e delusioni. Ogni mondiale narra di come un Davide qualunque possa stendere l’enorme Golia. Non sempre le grandi squadre hanno la meglio ed è proprio questo che rende unico lo sport. Lo dimostra il Girone E, nel quale i giapponesi, nonostante una rosa il cui livello è piuttosto modesto, sono riusciti a primeggiare contro le gigantesche Germania e Spagna, eliminando addirittura la prima. Al tempo stesso, lo storico Uruguay e il “grande” Belgio hanno lasciato il loro posto rispettivamente a Marocco/Croazia e Corea del Sud, mentre la Serbia di Vlahovic e Milinkovic-Savic giocava con sufficienza contro una Svizzera non irresistibile. Ma come può accadere tutto questo? Perché alcuni grandi nomi faticano così tanto ad incidere durante la competizione mondiale? In primo luogo, la spiegazione si deve ad un calcio completamente diverso rispetto a quello a cui sono abituati per tutto l’anno. Nuovi moduli, schemi e compagni portano a non esprimersi come nel proprio club. Inoltre, nonostante per la fase a gironi non si stia parlando di partite secche, sbagliare anche il singolo match può essere fatale. Questo è proprio ciò che è successo alla Germania, che, prendendo sottogamba la squadra giapponese, si è ritrovata sotto 2-1 al termine del secondo tempo. Dopo la sconfitta, giocare l’impegno successivo contro una buona Spagna non è stato sicuramente facile. Il calendario non ha favorito i tedeschi, a differenza di un Argentina che ha avuto un percorso simile, ma con il tempo di riprendersi. La squadra di Messi ha infatti perso l’esordio contro l’Arabia Saudita, con un risultato clamoroso che è stato la chiave della fase a gironi sotto il punto di vista psicologico: le piccole squadre si sono caricate, vedendo che nulla è impossibile. A differenza della Germania, però, l’Argentina non ha avuto subito lo scontro diretto contro la Polonia (non impeccabile), ma si è confrontata con un Messico piuttosto altalenante, per poi scendere in campo contro la squadra europea con giocatori ricaricati dalla vittoria. Così, Argentina ai quarti e Germania sull’aereo di ritorno nonostante i 4 punti totalizzati. 4 come il punteggio del Belgio, squadra che ha sofferto però di altri problemi. Sulla carta, giocando a FIFA, i suoi componenti sono fortissimi, con una rosa degna di fasi finali. Ma questo non si è espresso sul campo per diversi motivi. Lukaku ha trascinato i suoi, ma dalla parte opposta rispetto a dove ci si aspettava. L’infortunio ha influito tantissimo e la sua condizione precaria si è potuta notare nell’ultimo match del girone. Inoltre, al Belgio manca un vice che possa davvero fare la differenza, con una scelta troppo ridotta. Batshuayi non ha convinto, Mertens e Hazard non sono più i giocatori di un tempo. Sembra finire un’era, senza un vero e proprio ricambio generazionale. Situazione analoga per l’Uruguay, costretta a presentarsi sul campo con Cavani e Suarez, apparsi piuttosto appannati. Ci pensa De Arrascaeta a segnare gli unici due gol della competizione, che non bastano per il passaggio del turno di una squadra che avrebbe comunque avuto poco da dire. Per terminare l’analisi, l’ultima eliminazione che ha sorpreso è stata quella della Serbia. Per questa basta vedere i numeri. Con 5 gol realizzati la compagine europea si impone come migliore attacco del girone. Nonostante un percorso sottotono, Mitrovic, Milinkovic e Vlahovic hanno dimostrato di saper concretizzare le occasioni costruite. Come si spiega dunque il solo punto in classifica che sono riusciti a realizzare? Con gli 8 gol subiti in sole 3 partite. Con la penultima peggior difesa della competizione (l’ultima è quella della Costa Rica) la Serbia ha dimostrato che gli manca ancora qualcosa per stare tra le grandi, nonostante i nomi importanti che compongono la sua rosa. Stiamo parlando di una squadra che piace troppo a sé stessa, non capace di gestire nemmeno il 3-1 di vantaggio con il Camerun a mezz’ora dalla fine, sprecando anche il match point nell’ultima apparizione contro la Svizzera, in una partita da dentro-fuori. Eliminazione giusta? Assolutamente Sì.


Capitolo Ottavi

 

Grandi sorprese si presentano solitamente nelle partite secche. Sulle gambe dei giocatori pesa l’ansia di dover vincere a tutti i costi e non sempre la pressione viene retta nel migliore dei modi. Ma oltre alla clamorosa eliminazione della Spagna contro un ottimo Marocco, gli altri risultati sono stati piuttosto pronosticabili, con il passaggio del turno di tutte le squadre favorite. Si è notata una differenza abissale tra le compagini in campo, con risultati piuttosto netti come quelli di Brasile e Portogallo. Si è visto un altro calcio rispetto a quello mostrato nei gironi, con le Nazionali minori che hanno sofferto una pressione da grande partita a cui i componenti non sono abituati. Sono emerse le differenze di categoria tra le squadre in campo, con Olanda, Francia e Inghilterra che hanno dominato i rispettivi impegni. All’Argentina piace complicarsi la vita, con la classica sofferenza dei minuti finali, mentre la Croazia ha dimostrato ancora una volta di essere piuttosto appannata dal punto di vista del gioco, ma al tempo stesso di essere capace di portare a casa il risultato grazie ad un grande sangue freddo. L’unica sorpresa arriva appunto dalla partita delle 16 di martedì, nella quale una Spagna che fino a questo momento aveva espresso il miglior calcio della competizione paga la giovane età dei suoi componenti, che si piacciono troppo nel possesso palla (77%), ma faticano a rendersi pericolosi. Ecco che allora si arriva alla lotteria dei rigori, momento nel quale, come sappiamo bene anche noi italiani, i ragazzi di Luis Enrique tendono a vedere la porta più piccola rispetto all’altra squadra. Marocco quindi che passa il turno con il cucchiaio di Hakimi: sarà interessante vedere dove l’outsider Nord-Africana potrà arrivare realmente, già dal prossimo scoglio contro un Portogallo fino adesso impeccabile.


Chi è la grande favorita?

 

È sicuramente una domanda alla quale è molto difficile rispondere. Vedendo i prossimi impegni, Brasile e Portogallo potrebbero essere due papabili finaliste. Tutto può succedere e sarà il campo a parlare, ma solitamente avere un percorso più difficile porta a sprecare tante energie, sia fisiche che mentali, prima del grande evento finale. Ecco che allora sarà bello vedere già ai quarti un match come Francia-Inghilterra, partita dove due squadre fortissime si incontrano troppo presto nel tabellone. Vedremo chi riuscirà a spuntarla, anche se incontrare squadre “da finale” già ora potrebbe rivelarsi controproducente per i prossimi impegni. L’Argentina infine è favorita sull’Olanda, ma, per quel che ha dimostrato fino ad ora, la formazione di Messi non ha entusiasmato più di tanto.

 

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