SANDRO TONALI, IL TAKLE CHE NON TI ASPETTI

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SANDRO TONALI, IL TAKLE CHE NON TI ASPETTI

Classe 2000, piedi fatati, visione di gioco e quel takle alla Gattuso che lo contraddistingue fin dagli albori nella scuola calcio “Lombardia uno”, quartiere Barona, periferia di Milano.

 

Proprio da quella zona malfamata, posta nella parte sud – occidentale della capitale economica italiana, è partito a tirare i primi calci al pallone questo ragazzo dal ciuffo moro ribelle.

Addetti ai lavori lo definivano già dagli albori un craque per il modo di stare in campo da veterano, per il portamento e per la visione di gioco, sempre proiettato al passaggio in verticale.

All’età di dodici anni si trasferisce a Brescia dove conclude tutto il percorso giovanile prima di approdare in prima squadra.

Debutta in prima squadra il 26 agosto 2017, all’età di 17 anni, subentrando a Matteo Cortesi al 70′ dell’incontro di Serie B perso per 2-1 dal Brescia contro l’Avellino.

Dopo un periodo passato nuovamente con la Primavera, nel gennaio 2018 inizia ad essere impiegato con maggior frequenza dalla prima squadra, fino ad entrare in pianta stabile fra i titolari.

La definitiva consacrazione tra i grandi avviene con Eugenio Corini, nella stagione 2018/2019, grazie al quale ottiene il premio di miglior giovane del campionato di serie B per il secondo anno consecutivo, condendo le sue trentaquattro presenze con tre gol.

Quell’anno porta il Brescia in serie A trascinandosi la squadra sulle spalle nel vero senso della parola, nel suo ruolo di regista in mezzo al campo.

Già un regista atipico, poiché la fase propositiva è spesso e volentieri unita al ruolo di incontrista per sradicare palloni agli avversari.

Proprio grazie a questa duttilità attira le attenzioni delle grandi, tant’è che sarà poi il Milan ad accaparrarselo per una cifra vicina ai 30 mln, mica chiacchiere per un ragazzo di vent’anni.

Il primo anno è di ambientamento, alle spalle del duo kessie – bennacer, senza particolari acuti, con tante panchine e quale critica.

In questa stagione però ripaga a pieno la fiducia della società, senza nulla togliere ai compagni di reparto, è senza dubbio il faro del centrocampo rossonero.

Ricordiamo che Sandro, dopo la prima stagione altalenante si è ridotto lo stipendio pur di rimanere al Milan (da 1.6 a 1.2 mln), permettendo a Maldini di esercitare il riscatto senza un eccessivo esborso.

Tale condotta la dice lunga sulla serietà di un ragazzo serio ed introverso, pieno di valori e di voglia di arrivare, ovviamente con la maglia rossonera cucita addosso.

Andando nel dettaglio tecnico, balza agli occhi il temperamento e la grinta espressa in maniera costante in ogni suo match.

Addetti ai lavori lo definiscono una “forza della natura” nei test settimanali a Milanello.

Sempre il primo ad arrivare agli allenamenti, outfit semplice, poche uscite nella nightlife milanese, zero eccessi, calciatore atipico direi, visti i tempi.

Anche in questo caso Maldini non ha sbagliato nulla.

Ci è voluto un anno in più per apprezzare le sue doti al completo, ma ne è valsa la pena.

In bocca al lupo Sandro, farai la fortuna anche della nazionale azzurra.

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